Amicizia

Lacerate le vesti dell’io
urlo il mio nulla a te,
compagna del mio mistero
alle lusinghe sordo.

Diga insensata e solenne
ti stagli sui marosi invernali,
sovente riecheggiando
delle grida estive.

Affabulatrice benigna,
silente guerriera,
estrema nobiltà
sopra l’abisso.

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